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Buon Natale dall’Uganda: Padre Damiano Guzzetti

Carissimi amici,

Fra qualche giorno sarà Natale. Niente e nessuno potrà privarci di celebrarlo e nemmeno il Covid 19. Un evento di portata storica così universale che è successo nel nascondimento e nell’indifferenza quasi totale della gente di duemila anni fa ci porta quest’anno particolare a viverlo di più nella sua verità e autenticità. Questo nemico invisibile che oltre ad avere scatenato lutti imprevisti e prematuri sta mettendo

in seria discussione le nostre sicurezze può diventare l’occasione per una ripartenza o meglio una rinascita da questa Nascita speciale che apre il cammino per una umanità nuova.

In molti mi hanno chiesto se anche qui in questa periferia del mondo ci sia il virus. Il virus è arrivato anche qui e non avendo dati più precisi per mancanza di tamponi effettuati tutto è lasciato all’incognito. Sta Di fatto che a metà novembre tre dei nostri missionari della regione centrale dell’Uganda ci hanno lasciati in conseguenza di questo virus. Le nostre strutture sanitarie molto precarie si sono trovate spiazzate ad affrontare l’emergenza in corso. Le mascherine speciali e i gel disinfettanti sono beni non facilmente accessibili alla povera gente che si è arrangiata con fazzoletti o sciarpe improvvisate. Il governo ugandese è uno dei pochi dell’Africa che ha preso delle misure più drastiche con un lungo lock down di sei mesi che se da una parte a frenato il diffondersi del virus dall’altra ha ridotto alla fame moltissima gente. Se i morti non sono paragonabili ai numeri dei paesi europei o dell’America, le conseguenze catastrofiche sono evidenti. L’africa ha meno decessi per la sua popolazione molto giovane. Quasi sicuramente Il virus in Karamoja è arrivato attraverso gli autisti dei numerosi automezzi che ogni giorno fanno spola alle cave estrattive sulle pendici del monte Morotò. La situazione ben controllata fino agli inizi di settembre per il lock down è scappata di mano con l’inizio della campagna elettorale. Grandi assembramenti e grandi manifestazioni ignorando le precauzioni e i protocolli preventivi è risultato in un contagio che probabilmente sfiora percentuali da paura.

Come diocesi abbiamo puntato molto sulla prevenzione usando i nostri poveri mezzi per mettere la gente al corrente della gravità della situazione insegnando i comportamenti base per contenere il più possibile il contagio. Radio Maria ha organizzato programmi dedicati e le nostre macchine attrezzate di altoparlante hanno girato nei villaggi ripetendo le informazioni utili per affrontare l’emergenza.

Con la situazione di insicurezza che si è creata qualcuno ne ha approfittato per procurarsi qualche fucile e ritornare a fare razzie di bestiame e beni comuni nei villaggi più isolati dai centri abitati. Ci sono stati dei morti e molta gente ha perso le poche cose essenziali per il vivere quotidiano come vestiario, pentole e piatti. Dopo pressanti appelli è finalmente intervenuto l’esercito a rimettere un po’ di ordine.

È impressionante vedere bambini in età scolastica girovagare per la città in cerca di qualcosa da mangiare. La scuola garantiva loro un pasto quotidiano ma ora sono ancora chiuse. Le condizioni purtroppo impediscono ogni iniziativa per far fronte alla situazione se non preparare qualche pacco alimentare. Le chiese e i luoghi di culto sono rimasti chiusi fino a metà settembre ed ora sono accessibili a numeri limitatissimi. Durante il lock down trasmettevamo via radio le celebrazioni. Ora abbiamo moltiplicato le celebrazioni domenicali per dare possibilità a tutti gli adulti di partecipare.

Il tempo di elezioni che stiamo vivendo è teatro di una forte tensione dove non mancano le rappresaglie per frenare la campagna elettorale dell’opposizione. Si sono raggiunti limiti preoccupanti con l’uccisione di una quarantina di persone. Bisogna pregare affinché il tutto avvenga nella massima trasparenza e libertà.

I lavori della costruzione della nuova cattedrale hanno subito purtroppo un rallentamento per il lungo lock down imposto al paese pe il Covid 19. Hanno da qualche settimana ripreso a pieno ritmo e speriamo che con il nuovo anno si possa rendere agibile la nuova chiesa anche per garantire celebrazioni più in sicurezza e accessibili ad un numero maggiore di fedeli.

 

Augurando un Buon Natale e un felice anno nuovo ringrazio di vero cuore tutti voi per gli aiuti ricevuti e invoco la benedizione del Signore assicurandovi il mio ricordo nella preghiera.

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