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I Poveri del Libano Novembre 2020 Numero 12

In Libano sta dominando la stagnazione politica, l’iperinflazione e la carenza di beni di prima necessità. “Oggi tutti i risparmi di mio padre sono andati in fumo, dopo una vita intera passata a lavorare duramente”, dice Afif sconfortato. I dati non incoraggiano i giovani a tentare la scommessa di restare per costruirsi un futuro in Libano, dove le opportunità si fanno sempre più scarse. La situazione, in un Paese ancora sotto-choc dopo l’esplosione al porto dello scorso 4 agosto, è più critica e più difficile che durante la guerra sotto le bombe.
Uno dei nostri volontari di Oui pour la Vie ci racconta: “A tutto questo si aggiunge l’emergenza-Covid. Il Libano ha cominciato ad applicare un lockdown notturno insieme al blocco degli accessi per le zone con alto numero di contagi. Non ci siamo scoraggiati e per non perdere il contatto con i nostri poveri, per far loro arrivare il cibo della cucina di Damour e i medicinali, troviamo sempre qualche amico che glieli consegnino, insieme a qualche messaggio di saluto e di amicizia”.

Il nuovo centro di Oui pour la Vie a Damour ha cominciato a pieno ritmo le sue attività, in particolare per l’assistenza sanitaria e i test diagnostici offerti dai nostri infermieri. Si chiedono sempre a tutti aiuti e pubblicità.
Mi chiamo Edward di 57 anni, sono libanese e riconosciuto positivo al Covid da 8 giorni. I sintomi sono abbastanza consistenti: dolori muscolari intensi, spesso febbre e male alla gola. Vivo completamente isolato. Mi viene da pensare di morire, perché isolato dalla mia famiglia e i miei amici. La mia sola compagnia è la preghiera che mi allontana la tentazione. Sono stati alcuni di Oui pour la Vie a darmi una corona del Rosario, la preghiera che recitavo in casa da piccolo con i miei nonni. La vita è strana: quando si cade in un problema ci si avvicina a Dio, ma quando invece, tutto va bene ci si dimentica di Lui. Spero tanto di poter imparare questa lezione!
Abbiamo conservato il contatto un certo numero di bambini, che vivevano vicino all’area dell’esplosione del porto di Beirut e che ora sono affetti da un disturbo post-traumatico da stress.
Myriam ci ringrazia sempre per tutte le ore che passiamo con i suoi 2 figli, Charbel e Rita: “Questi bambini mostrano segni di paura: piangono, urlano, rimangono molto vicini ai loro genitori. Hanno incubi di notte. Hanno ricominciato a bagnare il letto. La vostra presenza è la medicina più efficace di tutte”. Myriam ci confida che ogni volta che la visitiamo, anche se non ha ancora potuto riparare le finestre della casa perché non ha il denaro, avverte tuttavia che c’è speranza. Nelle famiglie dei profughi, l’esplosione del porto ha fatto riemergere i brutti ricordi della guerra siriana. Cerchiamo sempre nelle nostre visite settimanali di stimolare i bambini con il gioco, la musica e il disegno.

Per testimonianze in Italia:

Tel: 333 5473721  - Email: pdamianolibano@gmail.com

Per inviare offerte:

Bonifico intestato al conto: Oui pour la Vie, presso Unicredit a Cascina (PI). Indirizzo:Rue Mar Elias,35 Damour Lebanon.BIC-Swift: UNCRITM1G05 IBAN: IT94Q0200870951000105404518; dopo invio offerta scrivere il proprio indirizzo e telefono a info@ouipourlavielb.com per potervi confermare il ricevimento dell’offerta e per autorizzarci a inviarvi il nostro notiziario.

Info: http://www.ouipourlavielb.com/it/
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