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La tragedia del 4 agosto in Libano

Mi scuso per la frequenza dei notiziari, ma desidero rispondere alle numerose richieste di aggiornamenti, scrivendo via email quello anticipato al cellulare

Man mano che scorrono le ore, dal momento delle 2 esplosioni del pomeriggio di mercoledì 4 agosto emergono sempre dettagli più scabrosi riguardanti le persone coinvolte: 137 morti e circa 5000 feriti. Sono notevoli le distruzioni che interessano 3 ospedali e edifici nel raggio di alcuni chilometri.
La nostra missione si trova a Damour, a 17 chilometri dall'inizio di Beirout e a 20 dal luogo dell'esplosione. Sono passato al mattino successivo alle 6 con un bus vicino all'incrocio di ingresso del porto ed era desolante vedere le gru dei container a terra e la gente disperata per i feriti e morti per lo scoppio dei vetri e anche per saracinesche sfondate. Quella zona del porto che conosco molto bene perché la attraverso 2 volte a settimana, oggi e’ un cumulo di macerie. Dopo 2 giorni ancora si deve completare la rimozione delle materie alla ricerca dei corpi di coloro che mancano all’appello, tra cui quello di Joe, un ragazzo della mia parrocchia che era in servizio come pompiere.
Accanto ai danneggiamenti anche di alcune chiese dei dintorni, dove ci sono quartieri cristiani molto popolosi, la conseguenza più evidente è la nube tossica e tanta miseria che aumenta.
I volontari nostri di “Oui pour la Vie” sono impegnati a pieno ritmo sia per aiutare, insieme a tanti libanesi, a rimuovere le macerie e nel preparare sacchetti di farina, riso e legumi da distribuire a persone che hanno perduto tutto e che si trovano nell’indigenza totale.
Ormai sono gia’numerosi gli appelli che si rivolgono a tutti, a seguito della situazione finanziaria del Paese, impossibile da sopportare, per la crescita dei prezzi fino al quadruplo, della previsione di mezzo milione di bambini a rischio di sopravvivenza, nella zona tra noi e Beirut entro la fine dell’anno, della perdita del potere d’acquisto della valuta libanese di oltre l’80%. L’attentato del 4 agosto non fa altro che dare forse un colpo di grazia all’economia libanese già in ginocchio da quasi un anno, perché ora manca veramente tutto. Il porto, ormai totalmente inutilizzabile era un punto di riserva di grano e generi alimentari e un punto di approdo di aiuti dall’estero. Le banche funzionano regolarmente, anche se impediscono alla popolazione locale pesanti restrizioni.

Si chiedono sempre a tutti aiuti e pubblicità.

 

Per testimonianze in Italia:

Tel: 333 5473721  - Email: pdamianolibano@gmail.com

Per inviare offerte:

Bonifico intestato al conto: Oui pour la Vie, presso Unicredit a Cascina (PI). Indirizzo:Rue Mar Elias,35 Damour Lebanon.BIC-Swift: UNCRITM1G05 IBAN: IT94Q0200870951000105404518; dopo invio offerta scrivere il proprio indirizzo e telefono a info@ouipourlavielb.com per potervi confermare il ricevimento dell’offerta e per autorizzarci a inviarvi il nostro notiziario.

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